Visto il buon andamento Amga per quanto riguarda il Servizio Idrico Integrato: 2005 ricavi 100.786.000 EBITDA 36.646.000, EBIT 20.513.000, primo trimestre 2006 ricavi 35.000.000 margine 9.600.000 penso sia fuori luogo parlare di aumenti canone acqua. Vorremmo sapere quanto di questo utile viene utilizzato per migliorie rete. Ritengo inoltre che se il servizio fornito non è uguale per tutti si debba provvedere ad una diminuzione del canone per quei clienti obbligati a passare attraverso altre proprietà private con tubi lunghi più di 100 metri per avere un bene indispensabile come l’acqua nelle proprie abitazioni. Vi rammento che la carta dei servizi recita :” Le regole riguardanti il rapporto fra il Gestore e i propri Clienti sono uguali per tutti, senza alcuna distinzione di sesso, razza, religione e opinioni politiche. Il Gestore si impegna a garantire il medesimo livello di servizio, a parità di condizioni impiantistico-funzionali, a tutti i propri Clienti”, quando il livello di servizio non è il medesimo per tutti ma alcuni hanno le bocchette distanti centinaia di metri,faccio presente che non si tratta di un caso singolo ma di una strada abitata da circa 60 famiglie e che le stesse hanno provveduto ai costi degli impianti ed alla loro manutenzione e devono provvedere a loro carico ai danni eventualmente arrecati alle altre proprietà (le assicurazioni non prevedono che il gestore si comporti in questo modo), è oltremodo evidente che non essendoci lo stesso trattamento ci debba essere una compensazione nel canone. Ia carta dei servizi viene disattesa anche in altri casi, vi è scritto “Ogni cittadino ha il diritto di far pervenire al Gestore consigli, suggerimenti, richieste e reclami e a ricevere in ogni caso una risposta”, visto che a suo tempo abbiamo inviato raccomandate al Servizio Clienti, all’Amministratore Delegato e al direttore di Genova Acque senza ricevere risposta, oltre a stilare la “Carta dei Servizi” bisogna prevedere delle sanzioni al comportamento del gestore. Vorrei inoltre sapere in che modo intervenire nei confronti del gestore in caso di perdite in altre proprietà private che non sono immediatamente rilevabili, visto che tale comportamento è in contrasto con l’esigenza della salubrità dell’acqua, e che l’azienda risponde fino al rubinetto(art. 5 del Decreto legislativo 2.2.2001, n. 31, emanato in attuazione della direttiva 98/83/CE, relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano). Gianpaolo Zetti
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