Come calcolare gli interessi della Cessione del Quinto

Prima di vedere come calcolare gli interessi della cessione del quinto, è bene approfondire le informazioni sui tassi applicati per questa tipologia di prestito. Ci sono tre tassi di interesse che concorrono a determinare il costo della cessione del quinto e per effettuare ogni calcolo bisogna conoscerli con precisione. Infatti avere l’idea dettagliata delle spese da sostenere per richiedere il mutuo aiuta a scegliere l’opzione più conveniente e è quindi fondamentale il calcolo della rata della cessione del quinto. Il tasso di interesse si calcola in percentuale e rappresenta la remunerazione della banca o della finanziaria che eroga la somma in prestito al richiedente. Il profitto viene considerato su base annua. La percentuale espressa indica l’aggiunta da fare alla somma prestata ed è appunto il guadagno dell’istituto bancario. Significa che gli interessi sono la differenza tra l’importo ottenuto e quello da ripagare. La cessione del quinto è una formula apprezzata da lavoratori e pensionati proprio perché consente di avere tassi piuttosto contenuti rispetto agli altri prestiti. A consentirlo sono le garanzie costituire da stipendi e pensioni. Infatti il tasso di interesse è normalmente influenzato dal rischio che deve affrontare la società bancaria nell’erogare i fondi. Vanno tuttavia valutati tutti e tre i tassi che vengono applicati quando si concede un prestito.

All’interno di ogni contratto di mutuo vi sono le indicazioni circa il Tan, tasso nominale annuo; il Teg, tasso effettivo globale; il Taeg, tasso annuo effettivo globale. Per capire esattamente come comportarsi e come fare i conti, quindi per sapere come calcolare gli interessi della cessione del quinto, è bene conoscere nei dettagli le tre tipologie di interessi e le differenze che intercorrono. Per poter scegliere consapevolmente la soluzione migliore, quindi decidere di affidarsi a una banca piuttosto che a un’altra significa sapere fare i conti con le percentuali dei diversi tassi di interesse. Si eviteranno brutte sorprese nel gestire il rimborso del capitale ottenuto. Succede spesso di non avere le idee chiare e di non saper leggere correttamente il contratto sottoposto dall’istituto di credito, così da sbagliare a prendere le decisioni e registrando un costo eccessivo del prestito. Sebbene la cessione del quinto preveda maggiore convenienza e, per i pensionati, l’Inps metta in campo convenzioni per mettere a disposizione tassi ancora più vantaggiosi, non tutte le offerte sono uguali. Per questa ragione è bene approfondire e imparare a calcolare gli interessi della cessione del quinto, facendo poi un confronto tra le diverse società proponenti e scartare quelle che praticano condizioni non adeguate oppure non sono chiare nell’illustrazione del contratto.

Il tasso basso non è comunque necessariamente quello più conveniente. Infatti una volta considerati gli interessi, bisogna prendere in considerazione le diverse variabili. Se il contenimento del tasso significa spendere qualche euro meno, al momento del rinnovo del prestito il risparmio iniziale si potrebbe tradurre in un costo elevato, andando a pagare molto di più. Prima di tutto, però, bisogna vedere come calcolare gli interessi della cessione del quinto, quindi si parte dalla definizione dei vari tassi. Il Taeg è l’unione del Tan e del Teg e indica il costo reale del prestito su base annuale. Al suo interno ci sono i vari costi: gli interessi nominali, le spese per l’apertura, la gestione e la chiusura della pratica, le provvigioni destinate al mediatore qualora presente, le spese dell’istituto bancario, i premi delle assicurazioni da sottoscrivere in caso di perdita del lavoro o di morte e infine le imposte previste dalla legge. Conoscendo il Taeg si ha l’effettivo costo del prestito. Nei prospetti si può trovare lo stesso dato sotto la dicitura Indicatore Sintetico di Costo, Isc.

Il Tan riporta gli interessi veri e propri riferiti al contratto del prestito da attivare attraverso la cessione del quinto, ma al suo interno non sono presenti le spese accessorie. Non si considerano commissioni e provvigioni, assicurazioni e imposte. Si può evincere esclusivamente il guadagno della banca o della finanziaria. A volte succede che il proponente usi il Tan per evidenziare la convenienza, in termini economici, del prestito. Bisogna fare attenzione perché ci sono sempre altre spese da aggiungere. Il Tan, tuttavia, è molto importante quando si decide di utilizzare l’opzione dell’estinzione anticipata. La percentuale riferita al tasso nominale indica gli interessi che vengono rimborsati perché non si è goduto del prestito. Se si restituisce all’istituto di credito il capitale prima della scadenza, si ha diritto a ricevere indietro parte degli interessi pagati e non usati. In questo caso se il Tan è elevato, si potranno avere maggiori detrazioni dalle rate future. Il Teg è uguale al Taeg, ma non include le imposte e i bolli dello Stato. Conoscere questo tasso consente di avere una panoramica sulle spese riferite ai costi accessori, ovvero a quelle che determinano il guadagno della banca e le commissioni degli intermediari, la gestione e l’assicurazione. Assume però molta importanza per le rilevazioni della Banca d’Italia, che usano i Teg Medi per verificare i tassi che superano la soglia di usura. Ogni tre mesi viene svolto il controllo attraverso i calcoli sugli interessi richiesti. Sono le società bancarie e finanziarie a dover trasmettere i Teg alla Banca d’Italia. Gli esperti li analizzano facendo poi un calcolo della media aritmetica dei tassi, aumentandoli del 25% e quindi sommando una cifra fissa del 4%. Quel numero rappresenta la soglia di usura. Per capire si può ricorrere a un esempio. Le banche comunicano di applicare un interesse del 10% sui prestiti personali e quindi gli operatori della Banca d’Italia aggiungono il 25%, arrivando cos’ al 12,5% a cui si sommano ulteriori 4 punti percentuali. Il totale di 16,5% costituisce il tasso di usura per i tre mesi successivi al periodo di calcolo. Con questi elementi si può quindi approfondire il tema principale: come calcolare gli interessi della cessione del quinto. Ovviamente gli interessi, come già sottolineato, sono differenti da banca a banca, quindi il calcolo vero e proprio lo fanno gli istituti di credito, tuttavia grazie alle informazioni sui singoli tassi e soprattutto sulle diverse spese che li compongono, è possibile conoscere l’incidenza delle varie spese sul mutuo. I prestiti sono gravati da vari costi, che fanno salire la cifra ottenuta, portando il richiedente a restituire più denaro di quello avuto. Ciò è normale, ma bisogna quantificare la maggiorazione.

Per controllare i tassi di interessi basta prendere il contratto offerto dalla banca o dalla finanziaria e leggerli. Il Taeg permette di avere l’esatta percentuale da aggiungere alla cifra da restituire. Il confronto tra i Taeg, unitamente a quello delle condizioni per estinzione anticipata e rinnovo del prestito, aiuta a comprendere la reale convenienza del prestito. Non serve propriamente sapere come calcolare gli interessi della cessione del quinto, bensì fare una proiezione con la percentuale comunicata dall’istituto di credito in fase di preventivo. Inoltre si deve prendere in considerazione la rata massima cedibile in base al proprio stipendio o alla propria pensione. Si dovrà includere il tasso di interesse nella rata, quindi la somma spesa mensilmente sarà solamente in parte tradotta in liquidità, mentre l’altra parte andrà a coprire tutte le altre spese previste. Sebbene non ci sia la formula per sapere come calcolare gli interessi della cessione del quinto, bisogna lavorare sui dati forniti dagli istituti di credito, sottrarre le percentuali alla somma del 20% del salario o della pensione e quindi moltiplicare il risultato per il numero di rate. Si saprà il reale costo complessivo del prestito, inoltre conoscendo le condizioni riferite all’estinzione anticipata e al rinnovo del mutuo, si conosceranno gli impegni economici da sostenere in questi casi, valutando la reale convenienza di un prestito o meno, così da scegliere.